Il mio blog (com’era)

Posted: 13th dicembre 2011 by nicogio in extraordinary

Questi erano i precedenti post, in un’era in cui esistevano cose tipo”splinder” e Steve Jobs era ancora tra noi

 

l’aldilA’ (wordpress society)

Posted: 27th novembre 2011 by nicogio in extraordinary, futilismo
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Adesso mi trovate di là, cioè qua:

http://nicogio.wordpress.com/

Baci ai pupi

AccoMiatarsi (e un pò distrarsi)

Posted: 24th novembre 2011 by nicogio in extraordinary, futilismo
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Splinder ha attivato il conto alla rovescia e presto questo blog non esisterà più. Imploderà senza lasciare traccia nell’universo.
Il mondo è stanco, la gente è stanca, anch’io sono un pò stanchino. Ma “morto un blog se ne fa un altro!”. Così, se tutto va bene, proverò a trasmigrare su wordpress, dove ho già avuto asilo a questo indirizzo:

http://nicogio.wordpress.com

Non so se riuscirò a salvare tutto dei miei pensieri, dei miei ricordi e delle cose che ho scritto in questi anni
(non sono uno smanettone di alto livello), ma anche se qualcosa dovesse andar perduto lo metto in conto fin da ora.

E intanto mi allontano da qui a cavallo della mia solita onda (come sempre PERFETTA).

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Posted: 14th novembre 2011 by nicogio in extraordinary, futilismo
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PresenTAta La maglia dell’ITalia per GLi EuROpeI 2012 ( e fa cagare, con la “g”)

FesTEggiArE (è una bella e democratica cosa)

Posted: 14th novembre 2011 by nicogio in politica
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C’è un mio amico (da sempre di sinistra) che sabato scorso ha compiuto 51 anni. Ed ha avuto modo di festeggiare un bel compleanno con tutti i caroselli, le feste, le urla e le pernacchie all’indirizzo di Mr B. dimissionario. Ho letto sul Corsera che (no,no,no) tutte quelle feste e quelle pernacchie e quelle monetine (no,no, no) non si dovevano fare: che non è carino, non è educato, non sta bene. Il che fa parecchio ridere visto che per quasi vent’anni ci siam dovuti sorbettare un imbecille mascarato a Palazzo Chigi.

CoVer StoRy (that’s all folks)

Posted: 11th novembre 2011 by nicogio in futilismo, politica
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La copertina che “The economist” ha dedicato alla fine di Silvio è davvero un piccolo colpo di genio, sia nel claim (benvenuti a cartoonia) sia nella scelta dell’immagine:

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Se vi andate a leggere i commenti pubblicati sul sito della rivista ce n’è per tutti.
Io ne ho scelti alcuni, suddivisi per categorie:

“Let Italy default.” (lapidario)

“Why did you hide the boobs with a veil ? (see Wikipedia Thomas Couture – Les Romains de la décadence)” (precisino)

“I’m getting sick of this sick global economy.” (malato)

“Britain without the Guardian and the BBC would be Italy.” (discutibile)

“If the Papacy backs off finally – Italy is easy to save financially.
If the Papacy does not take its hands off our dear Republic, then the Republic, unified Italy, the Euro and probably European unity will fail.” (antipapista)

Insomma uno spettacolo rutilante e divertente.

MaRi (e Monti)

Posted: 10th novembre 2011 by nicogio in politica
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Quest’uomo qui (Mario Monti) mi piace, a cominciare dalla faccia. Mi piacciono il riserbo, l’aplomb, gli occhiali da economista ed anche il suo curriculum. Segue articolo tratto da La Repubblica:

“Ecco, sulla “conoscenza dei problemi” è difficile trovare in Italia un altro curriculum all’altezza del suo. Laureato alla Bocconi nel 1965, specializzato all’università di Yale studiando col Nobel dell’Economia James Tobin (sì, proprio quello della Tobin Tax sulle transazioni finanziarie), Monti si fa rispettare come giovane economista fin dal suo ritorno in Italia per la sua competenza su moneta, banche, finanza. Già nella prima parte della sua carriera colpisce il contrasto fra il carattere sobrio, la pacatezza dei modi, e il coraggio di prendere in contropelo i vizi nazionali: si guadagna la fama di “governatore ombra” della Banca d’Italia perché – a un’epoca in cui Via Nazionale è un’istituzione sacra e intoccabile (negli anni Settanta e Ottanta) – osa contestarne alcune politiche.

Esempio: l’eccessiva acquiescenza alle nomine politiche ai vertici delle banche (allora di Stato); e una politica monetaria accomodante verso la spesa facile, all’origine del boom del debito. La stessa grinta, la stessa capacità di non guardare in faccia nessuno, Monti la sfodera a Bruxelles. Dove arriva e rimane grazie a un profilo tecnico al 100%, prima nominato dal governo Berlusconi (18 gennaio 1995) poi confermato dal governo D’Alema nella Commissione europea presieduta da Romano Prodi (dal 1999 al 2004).

Come commissario, prima al mercato interno e poi alla concorrenza, Monti osa sfidare quello che all’epoca è “il potere forte” per eccellenza, nella New Economy: la Microsoft di Bill Gates, affrontata in una dura battaglia antitrust. Già allora Monti si fa carico anche del ruolo di “vigilante speciale” sull’Italia. Nella fase degli esami di Maastricht, quando non è affatto scontato che Helmut Kohl e la Bundesbank ci accettino nella nuova Unione monetaria, gli interventi di Monti frustano Roma perché raggiunga il traguardo. E al tempo stesso, giocando di sponda con Carlo Azeglio Ciampi, lui offre ai leader europei il volto di un Italia diversa. Credibile. Capace di mantenere gli impegni presi.

La passione europea diventa per lui una sublimazione del patriottismo nazionale: “L’Europe puissance cara ai padri fondatori” è un’espressione che usa spesso. Anche per ricordare che nei trattati del 1957 voluti da Monnet, Schumann, Adenauer, c’era quella “economia sociale di mercato” che resta il suo faro, un modello più valido del neoliberismo nato negli Usa. E’ la componente “di sinistra” di Monti – uomo di centro che più di centro non si può – a fargli pronunciare parole che oggi piacerebbero agli “indignati”: “La pressione fiscale si è spostata sproporzionatamente sul reddito da lavoro e d’impresa, alleggerendosi invece sulle rendite finanziarie”.

Monti non esita a denunciare un “mercatismo” che sembra volere imporre ieri alla Grecia e alla Spagna, oggi all’Italia e domani alla Francia, aggiustamenti fatti solo di tagli e austerità. “Il problema è la crescita”, ha ricordato di recente. Ma per poter parlare di crescita bisogna prima spegnere l’incendio da panico, ricostruire una fiducia distrutta da Berlusconi.

Monti non ha simpatia per un direttorio franco-tedesco. Proprio perché ha mantenuto sempre incarichi di alto livello – la Commissione Attali a Parigi, il think tank Bruegel a Bruxelles, la Trilaterale, il Libro Bianco sul mercato unico per la Commissione Barroso – non soffre complessi d’inferiorità verso le eurocrazie. Sa però che ci siamo cacciati da soli alla periferia: con lo stallo delle riforme, e infine con la nuova tentazione dell’anti-europeismo da campagna elettorale.

E’ scattato con decisione, non appena ha sentito un Berlusconi pronto a dare la colpa all’euro per la deriva dell’Italia. “L’euro non è in crisi. Ha bassa inflazione ed è stabile, perfino forte, verso il dollaro. Gli attacchi speculativi ci sono, ma non contro l’euro. Se l’Italia ne fosse fuori, emettere titoli italiani in lire sarebbe un’impresa ancora più ardua”. Il consenso facile, non è il suo genere. Se ci sarà da “rendere un po’ infelice ogni italiano limando i privilegi” lui non si tirerà indietro. La missione, se arriverà, è risalire da un baratro: “L’Italia non è mai stata così decisiva sull’avvenire dell’Europa, e così estranea alle decisioni sull’avvenire dell’Europa”.

Chi non mi piace proprio è Di Pietro (bbuuu bbuuuu buuuuu!)

Via AllE ManoVRe (del Governo)

Posted: 3rd novembre 2011 by nicogio in extraordinary, politica
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(le uniche di cui si discute ormai da anni)

venTiDuesIma (sagra della patata)

Posted: 31st ottobre 2011 by nicogio in politica
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Che la politica italiana abbia un aspetto melmoso è cosa risaputa. Ogni tanto qualcuno tenta di gettare il sasso nello stagno, ma le conseguenze sono pressocchè nulle. Ci ha provato anche il Renzi (molto criticato per l’avere posto al centro dello scenario un frigorifero), ma a scorrere i cento punti, cadono le braccine. Il sasso ha fatto “plop”.Già ci aveva provato a suo tempo Prodi, girando in lungo ed in largo per l’Italia, a cercare di definire un’agenda. Ma, ad ascoltare troppe voci, alla fine ne venne fuori una ratatouille indigesta (ed ingovernabile). Perchè, diciamocelo chiaro, non è facendo una lunga lista che si riescono a risolvere i problemi del Paese.

PoteRE allE ParOLe

Posted: 26th ottobre 2011 by nicogio in extraordinary, vita
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E’ sabato sera: siamo qui convenuti per assistere ad un rito. Siamo diversi e sconosciuti in un teatro di periferia, alla Garbatella. Sentite come suona bene? Garbatella. Ed è subito case popolari del ventennio, prospettive metafisiche, realtà quotidiana molto pedestre. Il rito è uno spettacolo teatrale che vede due buffi ciccioni, quarantenni suonati, che monologano e cantano, accompagnati da chitarra e percussioni. Lo spettacolo si intitola “potere alle parole” e fila vi liscio. Inizia a “sentimento” cioè con più di 40minuti di ritardo rispetto all’orario previsto, ma poi si dipana, tra alti e bassi,risate, ironia. Frankie porta sempre gli occhialoni e si presenta in bermuda, maglietta e scarpe da ginnastica nere. Massimiliano parla, parla molto e molto sputacchia (ed io li invidio quelli che riescono a mandare a memoria i pezzi e riescono ad interpretarli con sentimento, ogni sera).
Alla fine sono applausi e tutti vogliono baciare Massimiliano,ma Frankie no, chissà perchè….